Sulutumana

Album

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Quando ero un burattino

ingrato senza cuore, povero disgraziato, ad essere monello ecco cosa ho guadagnato

così dolce di sale da creder che i denari li possa seminare come zucche e cavolfiori

il gatto mentitore, la volpe malandrina, mi han detto sarai ricco dalla sera alla mattina

quattrini sgraffignati non valgono una mosca, farina del diavolo puoi farci solo crusca

 

ramingo e abbandonato, piangevo disperato; ma fino in capo al mondo il babbo mio lo avrei cercato

per mille raffreddori! dove sono finito? nel ventre di balena zuppo e mezzo tramortito

ma c’è una luce in fondo che fa tremare un’ombra, una voce che chiama e di conoscerla mi sembra

babbino non mi dire: sei tu, sei proprio tu? ora che ti ho trovato non ti lascerò mai più

 

e stanotte voglio vedere stelle che si tuffano in mare e i tuoi occhi accendersi nei miei

senti come batte il mio cuore, ride, canta, fa capriole, ubriaco di felicità

 

ingenuo boccalone, citrullo patentato; ma tutti quegli sbagli che lezione mi hanno dato

montagne di fatica ci costa ogni conquista; ma quanto più è sudata tanto meglio la si gusta

con le buone maniere possiamo spalancare le porte ai desideri senza spingere o strillare

nessuno siam perfetti, ognuno ha i suoi difetti, questo è un motivo in più per coltivare la virtù

 

ed ecco un bel mattino di sole profumato, guardandomi allo specchio un bel bambino ci ho trovato

mi do un gran pizzicotto, e no che non è un sogno, ora son carne e ossa e mica più un pezzo di legno

che bel sorriso allegro, che begli occhietti blu, e sghembo sulla seggiola nell’angolo laggiù

incredulo e commosso lo osservo per benino, com’ero buffo babbo quando ero un burattino

 

e stanotte voglio vedere stelle che si tuffano in mare e i tuoi occhi accendersi nei miei

senti come batte il mio cuore, ride, canta, fa capriole, ubriaco di felicità